INTRODUZIONE

UNA NOTA SUL MIO LAVORO

La mia pittura, segue la corrente dei maestri che a Livorno,nella seconda metà degli anni sessanta,venivano chiamati pittori della “nuova figurazione”.Erano un’agguerrita schiera che si muoveva all’insegna del cosiddetto “realismo esistenziale”e presentava analogie con Cappelli, Cremonini, Vespignani, Ferroni, non escludendo anche somiglianze a Ben Shan o Sutherland inserendosi in un contesto di cosiddetta “figurazione critica”.Obiettivo era la radiografia spietata e lucida di una situazione di anomia esistenziale, in cui l'essere umano subiva senza reazione lo scorrere degli eventi,la “datità”, per usare un linguaggio alla moda di quei tempi.La pittura in quel periodo,aveva le caratteristche di una unzione sociale, di denuncia e nel contempo di presenza politica nel reale.Io, purtroppo, ho conosciuto quei maestri livornesi all'età di venti anni, quando ormai il loro percorso pittorico si era concluso ed era anche persa l'illusione di poter intervenire politicamente mediante un contributo artistico. Oggi, persino i politici, non hanno più niente da dire ”.L’impegno socio-politico è pressoché nullo e l’idea che l’arte possa trasformare il mondo è ormai remota; a volte si dubita persino della possibilità anche solo di comunicare tramite il "fare artistico".
Ormai tutta quel gruppo di artisti livornesi appartenenti alla “nuova figurazione”è rimasto relegato in un breve periodo storico;perfino i grandi miti nazionali a cui ho fatto riferimento faticano ad essere valutati dalla critica e dal mercato.
Dovrei voltare pagina?…Come "figlio" di quei pittori, per età anagrafica, e come un allievo fedele, dovrei rinnegare gli insegnamenti che mi hanno trasmesso i miei maestri?………..

Riflettendo su ciò, ho deciso che non sono ancora disposto a rinunciare al loro modo di interpretare la figurazione.Osservare ed interpretare la nostra esistenza, anche eliminando l’impegno politico e sociale per ripartire con un nuovo obiettivo, con la voglia di introspezione e tentare di indagare sui comportamenti umani, sulle nostre angosce e tormenti, iniziando dall’infanzia per giungere all’età adulta,senza trascurare la vecchiaia e i disagi psicologici che ci teniamo nascosti per tutta la vita.Quando meditiamo sugli avvenimenti che ci sono capitati, è come se vedessimo la nostra vita dall’alto con una prospettiva aerea e non possiamo negare, qualunque sia la fede politica e la risposta razionale,che vivere è estremamente difficile per tutti; unica certezza è la nostra principale occupazione giornaliera,lo sforzo per restare in equilibrio,senza cadere in un baratro.... …………..…………..

 

 

"Girotondo" acrilico diametro 40cm

primi problemi

 

 

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